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Un Arborio che vale un Carnaroli !
Per il metodo di coltivazione usato, quello Biologico ( che ovviamente privilegia la qualità del prodotto a scapito della quantità), per il modo in cui viene lavorato (una leggera lavorazione che non toglie del tutto il rivestimento esterno del chicco), questo riso ha una tenuta alla cottura straordinaria e un sapore assolutamente unico.
Ottimo per risotti all’onda della nostra tradizione milanese.
Caremma, Terra di Riso
dai Tempi di Leonardo
Le prime notizie sulla coltivazione del riso alla Caremma ci arrivano da un documento datato 1506 relativo a una diatriba tra Cistercensi dell’Abbazia di Morimondo e Cluniacensi di San Maiolo in Pavia che avevano un piccolo Monastero a Besate, in località “Ca’ del Frate” qualche centinaio di metri a sud della Cascina. In questo eccezionale documento si cerca di stabilire chi tra le due congregazioni avesse il diritto sull’acqua irrigua ”Ad Usum Risae” di una roggia chiamata Rio Riazzolo, fosso che lambisce la Caremma.
Insomma, già allora si litigava per l’acqua ...
Sono proprio queste terre tra Vigevano e il Ticino nei pressi della Sforzesca, l’azienda agricola modello dei Visconti che si trova dirimpetto alla Caremma oltre il Ticino, ad essere le prime a sperimentare la coltivazione del riso in Lombardia. Nel 1475 il duca Gian Galeazzo Sforza dona al duca di Ferrara un sacco di riso che viene da lui definito in una lettera “alimento estremamente interessante e meritevole di essere seminato”, assicurando che quel unico sacco sarebbe diventato 12 sacchi se ben coltivato.
Un Arborio che vale un Carnaroli !
Per il metodo di coltivazione usato, quello Biologico ( che ovviamente privilegia la qualità del prodotto a scapito della quantità), per il modo in cui viene lavorato (una leggera lavorazione che non toglie del tutto il rivestimento esterno del chicco), questo riso ha una tenuta alla cottura straordinaria e un sapore assolutamente unico.
Ottimo per risotti all’onda della nostra tradizione milanese.